Dune distrutte per un concerto: Barletta paga il prezzo del Jova Beach Party, ora arrivano le indagini

Un concerto sulla spiaggia ha modificato il profilo costiero di Barletta. Ora la Procura contesta danni ambientali a tre persone e il litorale non ospiterà più eventi simili.

Cosa è successo a Barletta: i fatti

La Procura di Trani ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per i danni ambientali provocati dall’allestimento del Jova Beach Party sulla spiaggia di Barletta. L’accusa: la costruzione del palco e delle strutture logistiche avrebbe distrutto il sistema dunale costiero, alterando in modo significativo l’ecosistema locale.

Le indagini, avviate dopo le segnalazioni di associazioni ambientaliste, hanno accertato che le operazioni di livellamento del terreno e il passaggio di mezzi pesanti hanno compromesso la vegetazione psammofila — quelle piante che stabilizzano la sabbia e impediscono l’erosione — e smantellato dune formatesi nell’arco di decenni.

Conseguenza diretta dell’inchiesta: il Comune di Barletta non concederà più quel tratto di litorale per concerti ed eventi di massa.

Il quadro normativo italiano sulla tutela delle coste

In Italia, le dune costiere rientrano tra gli habitat protetti dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, recepita con DPR 357/1997. Il Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) vieta interventi che alterino l’equilibrio geomorfologico delle spiagge senza Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).

Le Regioni gestiscono i Piani delle Coste. La Puglia ha adottato il proprio nel 2012, classificando i tratti dunali come “zone di massima tutela”. Organizzare un evento su queste aree richiede autorizzazioni specifiche che, secondo la Procura, non sarebbero state rispettate nei termini previsti.

Le sanzioni per danno ambientale in Italia possono includere: ripristino dello stato dei luoghi a carico del responsabile, risarcimento del danno ambientale secondo l’art. 311 del Codice dell’Ambiente, e pene detentive fino a 5 anni nei casi più gravi (art. 452-bis c.p., reato di inquinamento ambientale introdotto dalla Legge 68/2015).

Cosa cambia per noi in Italia?

Il caso Barletta non è isolato. Il Jova Beach Party ha toccato 12 spiagge italiane tra il 2019 e il 2022, generando polemiche in quasi ogni tappa: da Viareggio a Castel Volturno, da Lido di Fermo a Marina di Ravenna. La sentenza — quando arriverà — creerà un precedente per tutti i grandi eventi su spiagge e aree naturali.

Per i Comuni italiani che puntano su concerti e festival come leva turistica, il messaggio è chiaro: servono VIA rigorose, piani di mitigazione ambientale e monitoraggi post-evento. Il rischio non è solo penale. È economico: il ripristino di un sistema dunale costa tra 50.000 e 200.000 euro per ettaro, secondo le stime ISPRA.

Per gli organizzatori di eventi dal vivo, il caso impone una revisione dei protocolli. Confindustria Cultura ha già avviato tavoli tecnici con il Ministero dell’Ambiente per definire linee guida nazionali su eventi in aree costiere.

Per i cittadini, la vicenda riaccende il dibattito tra sviluppo economico e tutela del paesaggio. Un tema che in Italia — con 8.300 km di coste — non è mai secondario.

Aspetto Dettaglio
Luogo Litorale di Barletta (BAT), Puglia
Evento Jova Beach Party (edizione 2022)
Indagati 3 persone (organizzatori/responsabili logistici)
Reato contestato Danno ambientale (art. 452-bis c.p.)
Procura competente Trani
Habitat compromesso Dune costiere (habitat prioritario UE cod. 2110-2120)
Costo medio ripristino dune 50.000–200.000 €/ettaro (stima ISPRA)
Normativa di riferimento D.Lgs. 152/2006, L. 68/2015, DPR 357/1997
Conseguenza immediata Divieto di nuovi eventi su quel tratto di spiaggia

Domande frequenti

Ma un concerto può davvero distruggere delle dune costiere? Sì. Le dune sono strutture fragili: bastano mezzi pesanti, livellamenti del terreno e calpestio massivo per eliminare la vegetazione che le tiene in piedi. Senza radici, la sabbia si disperde in poche settimane di vento e mareggiate. Non si rigenerano in tempi umani senza interventi artificiali.

Jovanotti rischia qualcosa personalmente? Al momento no. I tre indagati sono figure legate all’organizzazione logistica e alle autorizzazioni, non l’artista. La responsabilità penale è personale: si contesta a chi ha materialmente disposto o autorizzato gli interventi sul suolo.

Il concerto non aveva tutte le autorizzazioni comunali? Le aveva, ma la Procura contesta che le valutazioni ambientali fossero inadeguate rispetto all’impatto reale. Avere un permesso comunale non esclude la responsabilità se il danno ambientale si verifica comunque: il Codice dell’Ambiente prevede responsabilità oggettiva in determinati casi.

Questo significa che non si potranno più fare concerti in spiaggia in Italia? Non necessariamente. Significa che serviranno VIA più stringenti, aree già antropizzate o prive di habitat protetti, e piani di ripristino obbligatori. Le spiagge libere da vincoli ambientali restano utilizzabili, ma con protocolli più rigidi.

Le dune di Barletta si possono ricostruire? Tecnicamente sì, con interventi di ingegneria naturalistica: reimpianto di Ammophila arenaria, posizionamento di frangivento in legno, interdizione al calpestio per anni. I tempi stimati per un recupero parziale vanno dai 5 ai 15 anni. Il costo ricadrebbe sugli indagati in caso di condanna.

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